Guillotière de Guillot Clauzel Pomerol 2023: immediatezza e agilità
Château Guillot Clauzel è una piccolissima tenuta. I vigneti sono noti per essere molto vecchi e indiscutibilmente ben posizionati.
Château Guillot Clauzel è una piccolissima tenuta. I vigneti sono noti per essere molto vecchi e indiscutibilmente ben posizionati.
E poi… ma avete visto il colore? Toni eleganti, quasi da vino nobile. Qualcuno potrebbe obiettare che, viste le colorazioni intensissime di certi altri Primitivi, quella non sia la “vera” tonalità del vitigno
Ogni anno si ritrovano ospiti di uno dei produttori associati. Quest’anno è toccato all’impeccabile accoglienza di Antica Enotria, in agro di Cerignola. Atmosfera contadina, tanta gente di ogni età, voglia di stare insieme, bere bene e capire qualcosa in più sui vitigni di Puglia con un linguaggio semplice e immediato.
Da ogni calice emergono il carattere delle famiglie e la sensibilità delle lavorazioni artigianali, insieme all’essenza autentica del terreno come la “Ponca” che accompagnano ogni sorso con mineralità, freschezza e profondità.
Luigi Di Tuccio riesce, con apparente semplicità, a regalarci un bicchiere da cui emergono erbe mediterranee, note di sambuco e sbuffi agrumati.
Masterclass, showcooking e degustazioni di vini e prodotti locali, selezionati dalla rinomata kermesse meranese, nella…
La Riserva gioca su balsami e spezie, mentre il “classico” punta dritto alla piacevolezza e al gusto, quello che ti fa dire “ancora un sorso”.
Molti, come me, hanno incontrato un uomo che ha dedicato la vita alla valorizzazione della sua terra, senza mai dimenticare di essere prima un padre, poi un imprenditore e solo dopo un professore.
Già mentre la versavo, mi parlava. Colava lenta e cremosa nel decanter, con un giallo paglierino brillante che sapeva di fascino e di allure, come una chanteuse capace di ammaliare con un solo sguardo. Nel bicchiere non precipitava, scivolava con calma, quasi a farsi desiderare. Respirava, si apriva, ammiccava con le sue prime note olfattive.
La cantina di affinamento e produzione non è in campagna, ma nel palazzotto di famiglia, in pieno centro storico di Loreto, in via del Baio. Nota a margine per intenditori: sulla stessa via si trova anche la famiglia Valentini. Ho detto tutto.
Con il Fabri, invece, la famiglia de Corato ha resistito alle sirene del mercato. Hanno fatto un vino che sa di Puglia, di Murgia, di pietra carsica. Un vino che sa di giornate passate a spaccare pietre per fare muretti a secco, delimitare vigne e proprietà. Altrove li chiamano cru. Qui, semplicemente, era la vita di tutti i giorni. E a fine lavoro, quel nettare diventava l’energy drink di chi non aveva bisogno di Red Bull.
Francesco, invece, è un artigiano vero. Produce da sempre tre soli vini, figli della sua terra. Non vogliono convincere nessuno: non sono presuntuosi, non hanno muscoli da esibire, non alzano la voce. Ti seducono piano, con la grazia di una dama d’altri tempi e la cortesia di un gentiluomo. Ti conquistano così, senza prepotenze. E sì, sono vini divisivi.
Oggi, fortunatamente, produttori come Giancarlo Ceci hanno riportato dignità a questo vino. Contro ogni moda effimera che vuole i rosati scoloriti, pallidi, tendenti al trasparente. E perché poi? Per sembrare francesi? No, grazie. Il Bombino Nero è un vino con un’identità vera, che senza interventi forzati si rivela sapido, profumato e godurioso. Al contrario, per togliergli personalità dobbiamo lavorarci molto, troppo. E a che pro?
La flora selvatica entra in scena con discrezione: note aromatiche erbacee, di elicriso onnipresente, si fondono a un registro floreale elegante e modulato, che evolve come un tema in variazione.
Non storcete il naso: avete capito benissimo. Un Pinot Nero e un Riesling Renano che nascono sulle montagne dell’Aquila, a ottocento metri sul livello del mare. Confesso: non lo conoscevo nemmeno io. Ma l’ho bevuto e — detto in modo poco accademico — a me mi piace assai.
Commenti recenti